mercoledì 15 luglio 2009


CasaPound Italia Avellino è lieta di annunciare che il Parco Palatucci si trasforma, goliardicamente, in Parco dell'Amore, visto il preoccupante e freddo menefreghismo delle Istituzioni, responsabili di aver trasformato il Parco della Memoria da esemplare spazio per i giovani, amanti dello sport e della socializzazione, ad area abbandonata a se stessa e spesso occupata oltre che da sbandati, vandali e giocatori abusivi, anche da focose coppiette in cerca d'intimità.
Dunque, questa notte gli aderenti all’associazione di promozione sociale CasaPound Italia Avellino hanno addobbato con delle strisce rosa l’ingresso del Parco Palatucci, formando un cuore cosparso di petali di rose rosse, per poter regalare almeno agli audaci amanti un ambiente idoneo alle loro effusioni.

“Questa simpatica azione si è resa necessaria- dichiara il presidente provinciale Valerio Criscuoli - per la mancanza di sorveglianza notturna e per il solito lassismo generale, che da tempo affligge l'area. Vogliamo attirare, in maniera non conforme, l'attenzione necessaria affinché chi di dovere provveda immediatamente alla soluzione del problema, magari dando il parco in gestione ad un comitato cittadino composto da varie associazioni. Non possono esserci soste sulla delicata questione giovanile, né tanto meno su quella specifica della ristrutturazione e gestione dell'importante struttura cittadina”.

Vogliamo, tuttavia, rinnovare alle istituzioni comunali l’appello lanciato a maggio tramite la conferenza sugli spazi sociali tenutasi proprio al parco Palatucci, dove parteciparono, ci preme sottolinearlo, esponenti di tutti i colori politici.
Siamo consapevoli della situazione post elettorale ancora caotica, la quale non permette una pronta ripartenza della macchina burocratica, ma siamo decisamente convinti che solo con il dialogo tra giovani e istituzioni si possano portare risultati concreti per tutta la comunità avellinese.
In attesa di sviluppi, concreti e rapidi, inviamo alla gentile e pluralista stampa Irpina le nuove foto della situazione del Parco, che, purtroppo, continua ad essere sempre più decrepita. Una ferita a cielo aperto per tutti i cittadini, che deve essere risanata al più presto.

per visualizzare le foto dell'azione goliardica:
www.avellinononconforme.tk

martedì 14 luglio 2009



www.noamianto.blogspot.com

martedì 7 luglio 2009

Guarda i nostri video non conformi, ascolta le nostre canzoni, osserva le nostre azioni, Segnalaci TUTTO.
VIDEO 451, IL PRIMO CANALE MILITANTE CAUDINO

http://www.youtube.com/user/CMC451




MUSICA: CASAPOUND CELEBRA RINO GAETANO
CON MIGLIAIA DI MANIFESTI IN TUTTA ITALIA


IANNONE, IL NOSTRO OMAGGIO A UN UOMO LIBERO

Roma, 7 lug. - (Adnkronos) - Migliaia di manifesti affissi in tutta Italia per ricordare Rino Gaetano, il celebre cantautore di origini calabresi ma romano di adozione morto il 2 giugno del 1981 in un tragico incidente d'auto. L'iniziativa e' di Casapound Italia, l'associazione che fa capo a Gianluca Iannone, che per il suo tributo alla memoria del musicista ha scelto un'immagine stilizzata in campo azzurro e solo una scritta, in basso a sinistra: 'Rino Gaetano, 29 ottobre 1950 - 2 giugno 1981'.

''Casapound vuole rendere omaggio a un grande artista, un uomo libero non riconducibile a nessun partito che in anni particolari della Repubblica cantava e diceva cose che nessuno aveva il coraggio di ammettere - spiega Iannone all'ADNKRONOS - Un uomo nei confronti del quale e' stato messo in atto un vergognoso tentativo di diffamazione, che non si e' fermato nemmeno davanti a una tragica morte''.

''Noi invece lo vogliamo ricordare - aggiunge il presidente di Cpi - per l'attualita' delle canzoni e per la liberta' intellettuale, talvolta oltraggiata dai meschini tentativi di strumentalizzazione di chi non rinuncia a un altro trofeo da esporre in qualche festa di partito''. (segue)

(Adnkronos) - E a far infuriare Casapound e' anche la fiction sulla storia del cantautore girata di recente, che, ricorda Iannone, ''ha giustamente suscitato l'indignazione della sua ragazza di allora e della famiglia. E' la dimostrazione che Rino Gaetano era un uomo cosi' 'indigesto' che non sono bastati 30 anni a far venir meno la mania di gettare fango su di lui''.

''Si vuole accreditare l'immagine - prosegue il leader di Cpi - di uno che si', sapeva scrivere belle canzoni, ma che poi era un uomo da nulla. Un pazzo, un drogato, un alcolizzato, se non un bruto. Come quando nella fiction lo si mostra che umilia il padre, lavoratore indefesso e di umili origini. Forti dell'impunita' data dall'attaccare chi non si puo' difendere, si cerca di distruggerne il personaggio in modo ancora piu' subdolo, per supportare la tesi, mai dimostrata, che fosse ubriaco la sera dell'incidente''.

''Eppure - conclude Iannone - l'unico mistero che resta insoluto a 28 anni dalla sua morte, e' come mai ben 7 ospedali romani abbiano rifiutato di prestargli soccorso quel 2 giugno del 1981''. (Zla/Gs/Adnkronos) 07-LUG-09 11:04

sabato 4 luglio 2009

giovedì 2 luglio 2009

mercoledì 1 luglio 2009

martedì 30 giugno 2009


lunedì 29 giugno 2009

L'ESTREMOCENTROALTO
Il manifesto di CasaPound

L’ottocento è morto.
Il novecento è morto.
Noi invece ci sentiamo benissimo.
Duemilaenove: della destra e della sinistra non si hanno più notizie precise, e quello che sappiamo non ci piace.
Nessuno dei problemi fondamentali dell’epoca presente
è “di destra” o “di sinistra”.

E nessuna delle soluzioni possibili lo è.
E’ un nodo di Gordio inestricabile e chi tira le funi da una parte o dall'altra non fa che aumentare l’ingarbugliamento.
Vince il parlarsi addosso, si diventa incapaci di produrre senso tramite il linguaggio. Occorre allora l’emergere di una prospettiva nuova, di una rottura epistemologica, di un cambio di paradigma; cortocircuitare il linguaggio dominante in un caos fecondo dal quale sorga qualcosa di mai visto e mai sentito.
Quelli che tirano a destra e quelli che tirano a sinistra non scioglieranno mai il nodo ma si daranno anzi man forte per stringerlo ancor più.
Occorre un gesto estremo che spezzi la corda. Al centro. Dall’alto.
Occorre essere spada.
Oggi, le menti, i cuori, i corpi di chi vuole aggredire la modernità e vivere il presente da protagonista ripudiano, disprezzano e deridono i gusci vuoti della politica politicata.
Non è una trovata buffonesca, una fisima intellettualoide, un provocazione virtuale.
E’ un percorso vissuto, è un’esigenza della carne.
E’ un vitale bisogno di aria.
Più accettiamo le definizione imposte da altri, meno percepiamo la sensazione di essere realmente politica.
Alla destra non perdoniamo di aver parlato d’ordine e di averlo confuso con compiti da nettezza urbana e bassa sbirraglia.
Alla sinistra non perdoniamo di aver sollevato le masse contro il potere solo per meglio insediarsi in quest’ultimo.
Al centro non perdoniamo niente, e basta.
Ciò che un tempo era semiparalisi mentale, oggi è coma profondo.

Sia allora spietata la nostra compassione.
Basta con destra e sinistra, sorga l’Estremocentroalto.

Estremo
Ciò che è radicale, ciò che va alla radice ed è a sua volta radicato.
Una visione della vita senza attenuazioni, senza finzioni, senza alibi.
L’azione come fonte del sublime, il grido a piena voce come modalità d’espressione prediletta.
Distendere i concetti fino allo spasimo per evitare che si attorciglino su se stessi.
L’esatto opposto dell'estremismo, fossilizzazione puramente verbale di un ribellismo adolescenziale tanto chiassoso quanto sterile.
Si è estremi nel senso qui indicato quando si sanno far convivere la grandiosità dei fini, la risolutezza nei mezzi, lo stile delle espressioni e la forza tranquilla come tenuta etica generale.

Centro
L’attestarsi su di una posizione regale e sovrana al di là degli opposti sbandamenti, l’importanza di una centralità politica, sociale, culturale, esistenziale.
Un centro che non è palude; il segmento politico degli opportunisti, degli ignavi, dei vili, degli indecisi, il luogo dove si affonda, dove non ci può essere fondazione, habitat naturale per il cosiddetto “centrismo” politico.
Essere al centro significa essere lì dove realmente accadono le cose, là dove passa lo spirito del mondo a cavallo, lontano dalle periferie e dai ghetti.
Chi non ha autocentratura cerca rifugio nel decentramento rispetto alla società per paura di “contaminazioni” con l’altro da sé. Si mette in un angolo e recita la propria perdente apologia, rassicurato della sua purezza.
Chi invece è centrato in se stesso può rivendicare una centralità nel mondo e nella contemporaneità, parlando con tutti e parlando di tutto, sperimentando ogni linguaggio e mantenendo fermo il cardine anche se la porta sbatte.

Alto
Il senso della verticalità, di un approccio al mondo che passa per la politica delle tre “e”:

etica,

epica,

estetica.

Al trionfo della chiacchiera, della curiosità, e dell’equivoco, bisogna contrapporre con l’esempio l’abitudine del coraggio, la bellezza della schiena diritta, l’esistenza come ascesa.
Riscoprire un senso della nobiltà e della dignità in ogni aspetto del quotidiano, disprezzare il “così fan tutti”, ritrovare una dimensione
alta della politica.

Dall’alto, si osserva il basso mantenendo la distanza e vedendo le cose in prospettiva, studiando il terreno per l’attacco.

L’Estremocentroalto non si sente figlio o orfano di qualcuno.
Non apriamo corsie preferenziali per chicchessia e non vogliamo consumare alcuna vendetta.
Non viviamo di luce riflessa.
La saldezza in noi stessi ci permette di rapportarci senza pregiudizio all’altro – qualunque altro.
E, soprattutto, vogliamo con forza l’unità dell’unica area che conta:
il Popolo italiano.

L’Estremocentroalto fugge le autorassicurazioni identitarie, equivalente politico della triviale esibizione di virilità tipica degli eunuchi.
La nostra identità politica è sparata in avanti come un proiettile.

L’Estremocentroalto ha molti nemici con un solo nome: Reazione.
La Reazione è una dimensione dello spirito che ha una sua genealogia interiore.
I meccanismi interni che determinano i comportamenti votati all’utilità e all’autoconservazione sono reattivi.
Quelli votati alla conquista sono invece attivi.
Attivo: affermare se stessi con innocenza, al di là del bene e del male.
Reattivo: non riuscire ad agire con innocenza, sperimentare il macigno della colpevolezza che blocca la libertà d’azione.
Re-azione è l’eco dell’azione che torna costantemente indietro, è il rancore che, non trovando una valvola di sfogo, si sedimenta, fermenta e crea infezione. E’ il sentimento che non riesce a dispiegarsi e diventa ri-sentimento.
La Reazione è gelosia invidiosa.
L’Estremocentroalto è amore disperato.
In definitiva: combattere senza compassione alcuna il clericalismo, il moralismo, il passatismo, l’avarizia, la viltà, l’egoismo, le piagnucolerie, i complessi, le paranoie, i settarismi, gli “appelli alla vigilanza”, lo scandalismo a buon mercato, la nostalgia del bel tempo antico, gli interessi di parte che prevalgono sul tutto, i cattivi maestri e i discepoli sguaiati.

L’Estremocentroalto non ha una “ideologia”.
Chi si avventura in una foresta sconosciuta aprendo un varco tra la fitta vegetazione e tracciando una via non ha alcuna mappa con sé. Ha solo una bussola con dei punti cardinali, il resto è tutto da costruire.
I nostri punti cardinali, le nostre uniche certezze::
l’esuberanza è la suprema delle virtù
la banalità è il peggiore dei crimini
tutto sempre deve essere perdonato ai giovani
donare è sempre conquistare
chi dice “ieri” e “anti” ha sempre torto
Il resto è conseguenza.

L'Estremocentroalto schifa le ideologie e non possiede la verità.
E' però portatore di uno stile. Lo stile è superiore alla verità, poiché reca in sé la prova dell’esistenza.
Nella contrapposizione fra “estetizzazione della politica” e “politicizzazione dell’arte”, noi ci schieriamo per l’Artecrazia, risposta sovversiva e creatrice, vitalista e vivace al dominio dell’inaudita bruttezza.
I tradizionali mezzi e linguaggi della politica vanno sovvertiti, rovesciati.
Serve un nuova politica a colpi di colore.
Artecrazia, non significa voler portare la politica nell’arte.
Significa fondere le due cose; concepire la politica sub specie artis.
Significa fare della propria comunità di riferimento un’opera d’arte da costruire.
Fondare città, avere un’idea estetica del proprio futuro e del proprio popolo.
Significa ancora, essere capaci di parlare un linguaggio che sia di per sé mobilitante, che scuota le coscienze e gli animi, che porti al risveglio di energie ancestrali.
Si coltivino simboli, si ragioni da artista.
Ci si rapporti al mondo sempre in una chiave figurativa, si tocchino le corde dell’“immaginale”, dimensione naturalmente orgiastica, addensatrice d’anime.
La rivoluzione si fa con le rose rosse.
Si fa con il marmo bianco.

L'Estremocentroalto auspica un modello di stato basato sull'idea politica, la nostra idea politica, che prevede un massimo di libertà unita ad un massimo di responsabilità.
Un'idea ed una comunità sempre in bilico tra imperium e anarchia, un sentimento del mondo che non concepisce alcun ordine sociale al di fuori di un ordine lirico.
Una visione che rifiuta il grigiore burocratico della città-caserma tanto quanto l’attrazione morbosa per l’informe, per il deforme, per i maleducati dello spirito.
Un'idea politica che disprezza le cosche, le oligarchie, le caste, le sette e le lobby e che immagina, per ogni stato degno di questo nome, la partecipazione per base, la decisione per altezza e la selezione per profondità.
Sogniamo una massa ridivenuta popolo, una comunità autocosciente che partecipa consapevolmente al proprio destino.
Non è un programma.
E’ una promessa.

domenica 28 giugno 2009

L’associazione culturale e di promozione sociale Avellino Non Conforme, realtà che orbita all'interno di CasaPound Italia, sottolinea la scabrosa situazione che vivono gli animali abbandonati e maltrattati in città. Dopo aver ritrovato un cucciolo abbandonato vigliaccamente nell’immondizia, abbiamo chiesto a conoscenti e amici di occuparsi del cucciolo, ma non avendo trovato nessuno disposto ad adottarlo, ci siam recati al canile comunale di Atripalda visto che la città di Avellino ne è sprovvista, pur essendo un capoluogo di provincia.
Quindi, arrivati ad Atripalda ci siam trovati di fronte un cartello che segnala lo stato di sequestro del locale. La struttura è stata chiusa perché durante un’ispezione è stato riscontrato un numero di animali esageratamente elevato rispetto a quelli che poteva realmente contenere e quindi le condizioni igienico sanitarie non erano assolutamente idonee. Per nulla intenzionati a demordere ci siamo recati all’ufficio veterinario dell’Asl. Dopo aver vagato per diversi uffici ci vien detto di comunicare, tramite fax, con il canile di Luogosano (piccolo comune a 60 km da Avellino) e che dovrebbero essere loro a “recuperare” il cane entro 10 giorni. Il contesto è a dir poco surreale. Mancano strutture e i poveri animali, il più delle volte, sono abbandonati a loro stessi, sia dagli pseudo padroni che dalle istituzioni locali.
Infine, con l'avvento dell'estate il problema dell'abbandono dei cani sarà di nuovo al centro dell'attenzione cittadina e noi di Avellino Non Conforme, rimarcando la totale impreparazione e disorganizzazione degli organi predisposti, invitiamo gli amanti degli amici a quattro zampe a sollecitare una svolta sul caso del canile di Avellino e ad inviare centinaia di mail per richiedere trasparenza, informazioni precise ed efficienza.
Affinché situazioni del genere cessino definitivamente.


Ecco gli indirizzi di posta elettronica:
info@comune.avellino.it
oppure
giuseppe.galasso@comune.avellino.it

giovedì 25 giugno 2009


lunedì 22 giugno 2009


AVANTI CASAPOUND CAMPANIA

venerdì 19 giugno 2009





giovedì 18 giugno 2009